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Ingegneria Civile
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Curricula

Economia e Management Risorse/Territorio

Curriculum  N. 2

ECONOMIA E MANAGEMENT DELLE RISORSE E DEL TERRITORIO

Il gruppo di docenti e ricercatori che afferisce al curriculum economico ha istaurato collaborazioni con partner di rilevanza scientifica internazionale per la presentazione di progetti europei relativi all'Alpine Space Program e all'Interreg Italia-Austria. 1) AlpinUP - Biocultural fingerprint as a flywheel for synergistic and sustainable development of the Alpine Space (Responsabile T. F. M.  Chang); 2) vantaggi del comarketing nel settore agricolo, imprenditoriale e culturale nella  regione dell'Alpe Adria (Responsabile Iseppi L.). Partner di rilevanza scientifica sono i seguenti: Institut für Geographie und Regionalforschung, Alpen-Adria- Universität Klagenfurt, Austria; Department für Raumentwicklung, Infrastruktur und Umweltplanung Technische Universität Wien, Austria; INRA, UMR Groupe de Recherche en Economie Mathématique et Quantitative, France. Vi sono inoltre convenzioni, relative al dottorato in Economia Ecologia Paesaggio e Territorio per il quale sono in corso nel 2013 il XXVII e il XXVIII Ciclo, con l’Università Politecnica di Valencia e con l’Università di Amsterdam per il conferimento del doppio titolo. Sono stati da tempo instaurati altri collegamenti nazionali e internazionali con primari centri di ricerca e istituzioni e collaborazioni con imprese. Un accordo Erasmus di mobilità docenti e dottorandi è partito nel 2013 con Rezekne Higher Education Institution, Faculty of Education and Design, Personality Socialization Research Institute (Latvia). Alcuni docenti e dottorandi collaborano con la Sloan School of Mangement del MIT (Boston), USA. Contatti a alto livello hanno regolarmente luogo con Direttori di importanti riviste ISI e in particolare nel campo della Tourism Economics and Research e con la School of Tourism (and Management) della Bornemouth University (UK).

 

Obiettivi formativi

Il curriculum "Economia e Management delle risorse e del territorio" mira a trattare le tematiche relative allo sviluppo locale sostenibile. L’approccio metodologico innovativo che si è affermato a livello internazionale è quello dell’Ecological Economics che permette di affrontare adeguatamente le tematiche complesse implicate dalla gestione, sviluppo e pianificazione del territorio. In questo contesto l'economia, l'ecologia e la tutela dell’ambiente si interfacciano per mettere in grado i dottorandi di studiare adeguatamente i sistemi agricoli, paesistico-ambientali e urbani. Il profilo si occupa pertanto delle ricerche riguardanti i sistemi produttivi operanti in ambiti naturali, rurali e urbani secondo l’approccio seguito dalle cosiddette “Scienze del territorio” e si avvale delle metodiche tipiche delle discipline economiche e sociali che si occupano di produzione e consumo sostenibili.

Le specifiche aree di ricerca economiche e sociali che trattano queste tematiche e al cui bagaglio scientifico-culturale internazionale e nazionale ci si riferisce sono: 1) l’economia agraria e l’estimo; 2) l’economia industriale: configurazione e dinamica dei mercati; 3) l’economia dei beni pubblici collettivi; 4) l’economia delle imprese (anche multifunzionali agricole) e dell’innovazione; 5) l’economia e la sociologia dei servizi (turistici, ricreativi,  culturali e sportivi); 6) l’economia dei trasporti; 7) l’economia delle risorse e in particolare di quelle agricole e paesistico-ambientali come l’acqua e dello smaltimento e riciclo dei rifiuti, dell’energia e, più in generale, dei settori regolamentati; 8) l’economia connessa all’assetto dello spazio e del territorio e alla pianificazione; 9) i processi di sviluppo e le politiche pubbliche connesse. Molte delle aree di ricerca indicate sono trasversali alle diverse discipline economiche e sociali e costituiscono comuni ambiti di ricerca di tipo interdisciplinare su cui esiste un confronto e un dibattito su qualificate riviste e in convegni internazionali e nazionali.

Il curriculum è una risposta alla crescente domanda di conoscenze sull’uso in senso lato delle risorse in vista della tutela e fruizione del patrimonio paesistico-ambientale, a fini produttivi e di consumo. Giustificano questo approccio le seguenti considerazioni: 1) l’evoluzione della domanda di prodotti agricoli e alimentari (stili alimentari) a cui spesso si associa un’immagine legata all’ambiente e al territorio come per esempio per i prodotti tipici (made in Italy) o biologici (Cannata, Forleo, 1998; Chang, Piccinini, Schenkel, 2012); 2) la maggior disponibilità di reddito e di tempo libero nella società post-industriale è uno dei fattori maggiormente responsabili dell’aumento della domanda di beni e servizi ricreativi, culturali e sportivi (Piccinini, Chang, 1998; 2003; 2006). Tali beni sono i giacimenti eno-gastronomici, i parchi, le riserve naturali, paesaggistiche e salutistiche (es. Riserve termali), gli ambienti naturali, i paesaggi rurali, le oasi ed i giardini botanici, le foreste, ma anche le città con il loro patrimonio monumentale e colturale nonché relazionale (Iseppi 2009; Iseppi, Chang, Piccinini, 2009); 3) la modifica dai valori di base del comportamento del consumatore/fruitore più attento agli aspetti salutistici e alla conservazione delle risorse paesistico-ambientali in senso stretto o lato quali beni pubblici collettivi, come ad es. la biodiversità (Van Der Ploeg, 2008); 4) la necessità di trasformare la tradizionale impresa individuale o societaria in impresa sistema (Corò, Miceli, 2011).

Il profilo adotta un approccio intersettoriale ai sistemi locali, intesi non solo come distretti industriali (marshalliani), ma anche come filiere, reti, altre tipologie di agglomerazioni di imprese che interessano comunità territoriali di varie estensioni e finalità (Corò, Schenkel, Volpe, 2012; Chang, Piccinini, Schenkel, 2012a). Fra i temi principali: a) la valutazione delle esternalità positive e negative paesistico-ambientali; b) lo sviluppo socio-economico sostenibile dei territori rurali (anche montani), della città e misti (Iseppi, Chang, 2006; 2009; Iseppi, Chang, Piccinini, 2005; Tubaro et al. 2006; Fanfani, 2006) c) le dinamiche legate all’interazione tra città e campagna e alla relativa pianificazione dei processi di innovazione su scala territoriale (Camagni, 2008, Chang, Piccinini, 2000); d) il recupero e la valorizzazione delle risorse e del patrimonio (fingerprint) bioculturale, che permettono lo sviluppo identitario dell’economia e della società delle comunità locali (Chang, Iseppi, Piccinini,2010; Iseppi, 2011). Saranno considerati gli impatti (esternalità negative) dei consumi in generale (impronta ecologica) e dell’energia non rinnovabile in particolare e per contro le opportunità derivanti dalle fonti energetiche alternative e rinnovabili, anche queste tuttavia non scevre da esternalità negative. Modalità innovative nella fornitura di energia e di altri servizi pubblici essenziali (acqua, rifiuti e reflui, housing, trasporti) saranno oggetto di ricerca, anche nella prospettiva di organizzare gestioni partecipative.

Da ciò si possono individuare una serie di temi specifici di seguito indicati che riguardano sia la formazione teorica sia la ricerca empirica e che contribuiscono a qualificare il dottorato: i) sviluppo di strumenti metodologici per interpretare in chiave sistemica l’uso delle risorse private e collettive: analisi del rischio per le produzioni alimentari (qualità, salubrità e sicurezza alimentare), contabilità ambientale, analisi multi-obiettivo e multicriterio, costi-benefici, eco-bilancio, analisi di impatto ambientale, analisi e valutazioni economiche relative al paesaggio; ii) esame delle teorie di sviluppo verso un approccio multi-uso delle risorse naturali e antropiche al fine della creazione di sistemi integrati di fruizione paesistico-ambientale; iii) costruzione della fingerprint bio-culturale del territorio e determinazione di indici di attrattività turistica ai fini della pianificazione e organizzazione del territorio finalizzate a valorizzare l'uso multiplo o mutifunzionale delle risorse primarie e dei fattori produttivi; iv) catasto, GIS, DTM e sperimentazione di strumenti innovativi per la rappresentazione ed il confronto di visioni naturali (mantenimento e ripristino della biodiversità) e antropizzate del paesaggio in collaborazione con CARTESIO e con la parte di Rilevamento del  Curriculum N. 5.

 

SBOCCHI PROFESSIONALI: imprenditore o manager pubblico e privato; ricercatore e/o esperto di sviluppo sostenibile e di energia da fonti rinnovabili a fini progettuali o di insegnamento o divulgazione; libera professione di estimatore e di progettista a seconda della laurea di partenza.

 

BIBLIOGRAFIA essenziale

 

1.            Corò G, Schenkel M, Volpe M (2012). Apertura internazionale e cambiamento strutturale nel sistema manifatturiero del Nord Est. L'INDUSTRIA, vol. 33, p. 193-204, ISSN: 0019-7416

2.            Chang M, Piccinini L, Schenkel M (2012a). Introduzione. In: La Fingerprint Bioculturale del Friuli Venezia Giulia. p. 11-12, UDINE:Forum Editrice Universitaria Udinese, ISBN: 9788884205766

3.            Chang M, Piccinini L, Schenkel M (a cura di) (2012). La Fingerprint Bioculturale del Friuli Venezia Giulia. UDINE:Forum Editrice Universitaria Udinese, ISBN: 978-88-8420-576-6

4.            Corò G., Micelli S. (2011), "Industrial Districts as local Systems of innovation", Italy in the International Economy since the Second World War, Soveria Mannelli, Rubettino, pp. 425-458, ISBN 9788849829129.

5.            Van Der Ploeg J. D. (2008), The new peasantries: struggles for autonomy and sustainability in an era of Empire and Globalization, London, Sterling, Earthscan.

6.            Piccinini L.C., Chang T.F.M. (2006), Il mosaico turistico tra spazio edonico locale e globalità, Agribusiness Paesaggio & Ambiente 9, 2006, pp. 92-101.

7.            Iseppi L. (2009), L'uso del suolo aziendale agricolo nei comuni italiani. Metodo per l'analisi del mosaico paesistico-ambientale e applicazione all'Italia, pp.1-240, Forum Editrice, Udine.

8.            Iseppi L., Chang T.F.M., Piccinini L.C. (2009), La costruzione della fingerprint bioculturale del territorio per l’analisi del mosaico paesistico-culturale. Approccio metodologico e verifica nel caso della Lombardia, Regione Lombardia, Convegno Ettari zero. Fare paesaggio, costruire natura, prendersi cura del suolo, Milano 7-8 Maggio 2009.

9.            Cannata G., Forleo Maria B. (1998), I sistemi agricoli territoriali delle regioni italiane, (a cura di) CNR – RAISA, Roma.

10.          Piccinini L.C., Chang T.F.M. (1998), Interrelazioni di lavoro città-campagna. Un nuovo metodo per l'analisi territoriale, Rivista di Economia Agraria, LIII, pp. 41-72.

11.          Piccinini L.C., Chang T.F.M. (2003), La fattibilità della pianificazione di area vasta nelle zone rurali, periurbane e interstiziali, Agribusiness Paesaggio&Ambiente 6, pp. 6-18.

12.          Iseppi L., Chang Ting Fa M. (2006), La trasformazione dello scenario rurale italiano. Focus sull’uso del suolo aziendale in agricoltura (1950-2000), Agribusiness Paesaggio&Ambiente, IX, n. 1, pp. 36-46.

13.          Iseppi L., Chang Ting Fa M. (2009), L’agricoltura orizzontale e verticale nelle aree rurali e urbane: scenari, contraddizioni e impatti, Agribusiness Paesaggio&Ambiente, XII, n. 1, pp. 23-37.

14.          Iseppi L., Chang Ting Fa M., Piccinini L. C. (2005), Concentrazione e associazione nell’uso dei suoli agricoli nei sistemi colturali italiani, Agribusiness Paesaggio&Ambiente, VIII, n. 2, pp. 103-115.

15.          Camagni R (2008), Regional Competitiveness: Towards a concept of Territorial Capital, in AA VV. (a cura di), Modelling Regional Scenarios for an Enlarged Europe, pp. 33-47, Springer Verlag, Berlin.

16.          Chang Ting Fa M., Iseppi L., Piccinini L. C. (2010), The bio-cultural fingerprint in the Alpine-Adriatic Euro-region. A methodological proposal starting from the cases of Veneto and Friuli Venezia Giulia, in Territorial Cooperation in Europe. The Case of the Alpine-Adriatic Euroregion, a cura di Fabbro S., Cressati C., pp. 175-189, Forum, Udine, ISBN: 978-88-8420-611-4.

17.          Iseppi L. (2011), Prodromi alla definizione di fingerprint bioculturale. Il concetto di paesaggio, in “La fingerprint bioculturale del Friuli Venezia Giulia. Esperienze aziendali delle microfiliere di qualità” a cura di Chang T. F. M., Piccinini L. C., Schenkel M., pp. 61-74, Forum, Udine, ISBN 978-88-8420-576-6.

18.          Tubaro G., Piccinini L. C., Iseppi L., Serafino L. (2006), Preservazione della centralità nelle aree montane e rurali, Agribusiness Paesaggio&Ambiente, Vol. IX, n. 1, pp. 11-24, contributo accettato nel gruppo di studi SIDEA “Lo sviluppo rurale” diretto dal Prof. G. Marenco ).

19.          Chang T. F. M., Piccinini L.C. (2000), A new Method for Analising Urban-Rural Relations through Commutation Data, H. Hillebrand, R. Goetgeluk, H. Hetsen (eds.) Plurality and Rurality ( The role of the countryside in urbanised Regions) Vol.1 LEI The Hague, pp. 102-122.

20.          Fanfani D. (2006), Il governo del territorio e del paesaggio rurale nello spazio “terzo” periurbano. Il parco agricolo come strumento di politiche e di progetto, Ri-Vista Ricerche per la progettazione del paesaggio, anno 4, n. 6, luglio-dicembre 2006, Firenze University Press.

21.          Camagni R. (2004), Principi di Economia Urbana e Territoriale, Carocci.